Brasserie De La Senne – Brusseleir Zwet IPA

Stile: Black IPA
Nazionalità: Belgio
Gradazione Alcolica: 8.0%
IBU:
Colore: Scura
Fermentazione: Alta
Formato: Bottiglia 33 cl.

Colore scuro, mix tra malto tostato e una sensazione diffusa di terra/legno/tabacco. E’ rustica al palato, piccante di lievito e dolce nel finale

Il progetto “De la Senne” nasce nel 2005 come beerfirm dalla cooperazione di due giovani e carismatici appassionati birrai, con alle spalle diversi percorsi formativi, chiamati Yvan de Baets, autore di un saggio sullo stile Saison nel libro “Farmhouse Ales” di Phil Marowski e Bernard Leboucq, ex trombettista jazz, incontratisi nel maggio del 2002 durante la seconda edizione della “Zinneke Parade” a Bruxelles. Alla fine del 2003, il duo, decide di aprire un microbirrificio nel Comune belga di Sint-Pieters-Leeuw, situato nelle Fiandre (Brabante Fiammingo) a Sud-Est di Bruxelles, in un vecchio edificio adibito a deposito di proprietà della Brasserie Moriau, chiamandolo “Sint Pieters Brouwerij”.

Qui nacquero i primi esperimenti ma dopo solo due anni di attività, il successo delle birre prodotte ed i limitati spazi a disposizione, incoraggiarono Yvan e Bernard ad esaminare seriamente la possibilità di aprire un birrificio nella loro città natale Bruxelles, realizzando al contempo il sogno di una vita. Per sottolineare il legame affettivo con la Capitale, decidono di chiamare la nuova attività con il nome del fiume che l’attraversa, meglio dire che l’attraversava visto che il suo corso è stato deviato e coperto ma che sicuramente contribuì al suo sviluppo: la Senne. Di qui il nome “Brasserie de la Senne”.

La filosofia aziendale è chiara e categorica: la qualità (e la voglia di migliorarla continuamente) prima di tutto e non cederà mai il passo al profitto. La volontà è di produrre birre di carattere, con una personalità ben distinta e dal sapore complesso, senzaalcuna concessione all’aspetto commerciale, utilizzando materie prime nobili e di prima qualità, il più possibile a km zero, per le quali il costo non rappresenta assolutamente un criterio d’esclusione. È ritenuta di fondamentale importanza la qualità nel processo produttivo ed il rispetto dei tempi di lavorazione, con un’attenzione tutta particolare per l’igiene, uno degli aspetti basilari del fare birra e nella scelta delle tecnologie.

La produzione è suddivisa tra birre create in modo regolare, collaborative, stagionali e sperimentali e la capacità produttiva si attesta a circa 8000 ettolitri l’anno: attualmente, la domanda supera la produzione. Bruxelles è il primo mercato, poi viene il Belgio; l’esportazione è limitata, malgrado il successo riscontrato all’estero. Sono comunque presenti in una dozzina di paesi, tra i quali gli Stati Uniti, l’Italia e il Giappone. Nel 2012 il birrificio ha vinto il primo premio come “Miglior Azienda Artigianale” di Bruxelles.